Il significato dell’8 marzo e incontri nella Scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri di Opera

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Che significato ha l’8 marzo?

Prima di tutto, l’8 marzo non c’è stato nessun incendio. Qualsiasi riferimento alla fabbrica Cotton di New York e al suo proprietario che ha chiuso dentro delle operaie durante un incendio si basa su una bufala. Non c’è stata nessuna fabbrica che si chiamava Cotton, per lo meno non a New York, ma soprattutto l’8 marzo 1908 non c’è mai stato nessun incendio.

L’unico incendio registrato a New York è quello del 25 marzo 1911, quando la fabbrica Triangle prese fuoco e, data la mancanza di uscite di sicurezza, morirono 146 persone, tra donne e uomini. Tutte persone immigrate, in prevalenza italiani ed ebrei di provenienza europea.

Quindi, questo incendio non ha niente a che vedere con la vera motivazione storica che è dietro alla scelta dell’8 marzo.

L’8 marzo è la data in cui è stata istituita la Giornata Internazionale della Donna e ha radici profonde di lotta politica e sociale da parte delle nostre predecessore per l’acquisizione della parità di diritti, cosa che tutt’oggi non abbiamo.

Infatti, in seguito alla grande protesta delle donne russe dell’8 marzo 1917, la famosa protesta “pane e pace”, contro la prima guerra mondiale e per il loro diritto a votare. Era l’inizio della Rivoluzione Russa di Febbraio, preludio alla Rivoluzione d’Ottobre. La risonanza dell’iniziativa delle donne russe, che ottennero pochi giorni dopo il diritto di voto, fu incredibile tanto che nel 1921, la Seconda Internazionale delle Donne comuniste fissò in quella data la Giornata mondiale dell’Operaia.  (per maggiori informazioni leggere qui.)

“Pane e rose”, in inglese “bread and roses” sono le parole della suffragista, Rose Schneiderman, leader femminista e socialista che pronunciò nel suo discorso a Lawrence nel 1912. E nel suo discorso disse anche:

“Ciò che la donna che lavora vuole è il diritto di vivere, non semplicemente di esistere.”

Dopo pochi giorni dall’8 marzo 1917, alla vigilia della rivoluzione di Ottobre, le donne in Russia ottennero il diritto di voto, per questo motivo l’8 marzo 1921 fu istituita durante la Seconda Internazionale delle Donne, la Giornata mondiale dell’Operaia.

Da allora, l’8 marzo è diventata la data della Giornata Internazionale della donna in molti paesi. In Italia fu celebrata per la prima volta il 12 marzo del 1922 perché era la prima domenica dopo l’8 Marzo. Da quell’anno, in seguito all’avvento di Mussolini, non si è più festeggiata, fino all’8 Marzo 1945, alla fine della seconda guerra mondiale in seguito alla nascita dell’Unione Donne Italiane (UDI).

Questa data è diventata simbolo delle lotte politiche delle nostre predecessore, che hanno lottato per chiedere diritti come il divorzio, l’aborto e pari diritti per ogni genere.

Quindi non è nemmeno corretto chiamare questa giornata come “Festa della donna”. Non è una festa, è la Giornata Internazionale della donna.

E’ interessante affrontare anche la scelta della “mimosa” come fiore che viene regalato in questa giornata.

La mimosa è il fiore che nel 1946 scelse Teresa Mattei, ex partigiana, perché  le mimose erano i fiori che i partigiani regalavano alle staffette, veniva distribuito gratuitamente e a mazzi. E’ diventato un simbolo della resistenza  femminile, contro il fascismo e contro ogni oppressione.

E’ sempre importante verificare le fonti di quello che ci viene detto, perché accade spesso che le bufale si protraggano senza nemmeno che ce ne rendiamo conto.

Per questo è importante insegnare che l’8 marzo è la data in cui è stata istituita la Giornata Internazionale della Donna e che ha radici profonde di lotta politica e sociale da parte delle nostre predecessore per l’acquisizione della parità di diritti, cosa che tutt’oggi non abbiamo.

Il gender gap (divario di genere) segna ancora un divario allarmante e i dati dell’Istat sui femminicidi in Italia sono altrettanto allarmanti.

Oggi, si dovrebbe parlare di questo, insegnare alle bambine e ai bambini che le donne non devono essere festeggiate in quanto donne, ma rispettate in quanto persone. Per abbattere tutti gli stereotipi che quotidianamente ci incasellano e non ci permettono di crescere come persone libere, con pari dignità.

Di questo si dovrebbe parlare e non solo oggi, ma tutti i giorni dell’anno.
Perché è un problema culturale. È la cultura basata sugli stereotipi che permette che le donne non abbiano ancora pari diritti.

Per parlare di parità, si deve parlare di umanità. E si inizia imparando a riconoscere quali sono gli stereotipi di genere che attuiamo nel nostro quotidiano, per trasmettere il rispetto verso ogni essere umano, ogni giorno dell’anno.

Oggi, l’8 marzo 2017, è stato anche indetto lo sciopero globale delle donne dal movimento Non Una di Meno (partito dalle attiviste argentine Ni Una Menos) come forma di protesta, in cui sia uomini che donne possono scegliere di scioperare e di manifestare per mostrare quanto ci sia bisogno di attuare un’educazione alla parità di genere. Poiché la violenza sulle donne, la mancanza di un welfare paritario e la disparità di genere partono soprattutto dagli stereotipi e da una cultura basata sulla superiorità di un sesso rispetto ad un altro.

C’è tanta strada da fare ancora affinché tutti gli esseri umani abbiano pari diritti e pari dignità.

E noi volontari e volontarie della Croce Rossa ci occupiamo anche di questo.

Ieri ed oggi abbiamo affrontato argomenti molto importanti come gli stereotipi di genere e le discriminazioni in sei classi delle seconde medie della Scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri di Opera. Questi incontri sono serviti a porre le basi di una riflessione quotidiana e continua sul concetto di umanità e rispetto per ogni essere umano. Inoltre, la prossima settimana affronteremo il tema specifico della violenza sulle donne.

Perché siamo consapevoli che cambiare verso un mondo più equo e rispettoso si può, facendo prevenzione e affrontando questi argomenti ogni giorno, tutto l’anno.

Buona Giornata Internazionale della donna a tutte e a tutti.

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