Unità di Strada: una testimonianza

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​Facciamo volontariato perché ci crediamo, perché ci fa stare bene… Non sempre veniamo “ripagati” per quello che facciamo; ma quando capita, l’emozione che suscita un messaggio come questo, è indescrivibile:
“Appena vi ho visto mi sono sentito bene. Grazie per esservi fermati. Non immaginate quanto questo significhi per me. Sto camminando avanti e indietro da un’ora per farmi venire sonno perché altrimenti non riesco a chiudere gli occhi con questo freddo, l’umidità, i pensieri, i ricordi di un passato che non tornerà. Ho provato e riprovato a trovare un lavoro ma nessuno mi assume e poi anche se trovassi un lavoretto, come farei senza una casa in cui potermi lavare, vestire? Adesso sto dormendo dentro un parco, sopra una panchina perché in terra c’è umidità. Prima dormivo sul marciapiede sotto un portico ma gli abitanti del palazzo di fronte hanno fatto una segnalazione e mi hanno fatto sgomberare gettando via un materasso che ero riuscito a recuperare. Non do la colpa a loro, ma mi rendo conto che non hanno idea di cosa voglia dire dormire su un marciapiede. Manca l’umanità, manca l’empatia, la bontà di cuore. Non sanno il mio passato, non sanno perché sono finito così e non gli interessa. Ma voi mi fate tornare la speranza. Grazie.”

– ragazzo, 25 anni, senza fissa dimora –

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