Via Palestro, Milano 1993

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Ricorre oggi il ventitreesimo anniversario della strage di via Palestro, a Milano.
L’esplosione che svegliò Milano quella sera, e che portò via con sé cinque vite, è rimasta una ferita aperta nelle menti e nei cuori di tutti i cittadini milanesi, di tutti i Vigili del Fuoco e agenti della Polizia Locale della città. Anche il nostro Comitato – allora Delegazione – inviò un equipaggio del servizio di soccorso urgente sulla scena della tragedia. Tra i componenti della squadra, Alberto, che oggi lavora ancora con noi e che ha accettato di parlarci di quel giorno.

 

Ci sono interventi che ti ricordi perché ti lasciano ricordi positivi, di solito coinvolgono bambini o anziani, e altri che fai fatica, anche volendo, a dimenticare.
Sono quelli per cui alle volte ti svegli di notte o che, guardando gli ultimi avvenimenti, ti ritornano prepotentemente alla memoria. Palestro è per me questo tipo di servizio.
Siamo in colonnina raccontandoci le prossime vacanze, quando la radio, all’epoca il tablet era pura teoria, comincia a chiamarci tutti. Già si intuisce che non sarebbe stata una cosa normale. Il fatto di essere scortati fino in via Palestro non ha fatto passare l’ansia, ma quello che abbiamo visto arrivando è stato qualcosa di indescrivibile. Caos, urla, un odore che ancora oggi ricordo, luci, sirene e ancora caos. Un motore intero in mezzo alla strada e la vettura in fiamme qualche decina di metri più  avanti.
Alla fine abbiamo soccorso un Vigile del Fuoco, quindi ci siamo diretti di corsa all’Ospedale San Paolo e poi in sede per cercare di capire quello che nella concitazione non era apparso chiaro, cioè cosa fosse successo.

 

Nella giornata di oggi abbiamo come di consueto preso parte alle celebrazioni istituzionali.

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